{"id":1153,"date":"2016-11-25T11:26:15","date_gmt":"2016-11-25T10:26:15","guid":{"rendered":"https:\/\/sperimentando.com\/?p=1153"},"modified":"2023-09-24T18:39:48","modified_gmt":"2023-09-24T16:39:48","slug":"alla-scoperta-della-fotosintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sperimentando.com\/?p=1153","title":{"rendered":"Alla scoperta della fotosintesi"},"content":{"rendered":"<p>Vi propongo una lezione sulla fotosintesi che consta di una breve introduzione teorica e delle istruzioni per portare avanti ed analizzare un esperimento. La lezione pu\u00f2 essere seguita da giovani scienziati (scuole superiori o universit\u00e0) in autonomia oppure pu\u00f2 essere organizzata da un insegnante per i suoi studenti.<\/p>\n<p>In questa pagina troverete:<\/p>\n<ol>\n<li><a href=\"#intro\">il testo della lezione introduttiva con domande e suggerimenti per pensare ad un esperimento che metta alla prova le teorie esposte e ci consenta di osservare con i nostri occhi la fotosintesi in azione<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#guida\">il protocollo per preparare l&#8217;esperimento o\u00a0guida per l&#8217;esercitatore<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#protocollo\">il protocollo per eseguire l&#8217;esperimento<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#grafici\">le istruzioni per analizzare i dati ottenuti<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#datiteorici\">i dati ottenuti da altri sperimentatori prima<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#conclusioni\">alcune considerazioni per\u00a0interpretare e riflettere su quanto osserviamo<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#uda\">la formalizzazione di questa unit\u00e0 di apprendimento: quali sono gli obiettivi, quali le strade per raggiungerli e come testare se li abbiamo raggiunti)<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<h2><a name=\"intro\"><\/a> 1. Introduzione:<\/h2>\n<h2>Produzione e consumo di CO<sub>2<\/sub> e O<sub>2<\/sub> in una foglia in risposta alla luce<\/h2>\n<p>Senza macchinari tecnicamente avanzati, ma con il pi\u00f9 sofisticato degli strumenti\u00a0 a disposizione, il suo intelletto critico, Jan Baptista van Helmont osserv\u00f2 gi\u00e0 nel 1600 che una pianta di salice lasciata crescere in un vaso pieno di terra per 5 anni, aumentava la sua massa di circa 74 Kg, senza che a questo aumento corrispondesse un parallelo decremento della massa del suolo nel quale era immersa. Ne dedusse che la materia necessaria alla produzione dei tessuti della pianta non proveniva certo dal suolo. Osservazioni fatte da diversi scienziati negli anni da l\u00ec a venire evidenziarono che una buona parte dell\u2019acqua somministrata alla pianta finiva sotto forma di vapore acqueo e pertanto la quantit\u00e0 assorbita non era di nuovo sufficiente a giustificare l\u2019aumento di massa della pianta. Cosa mangiava dunque la pianta? Si vide che la luce era fondamentale perch\u00e9 la pianta potesse crescere, e che altrettanto necessari erano l\u2019aria, o pi\u00f9 specificatamente la CO<sub>2<\/sub>, e, per l\u2019appunto l\u2019acqua. [<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1KdAlZMzN0-dtiyDbZl_qL5Be2fPUfRjGwD9mYAElQuk\/edit?usp=sharing\">il testo per una lezione dettagliata sugli esperimenti chiave nella scoperta della fotosintesi fra il 1600 e il 1800 \u00e8 disponibile cliccando su questo link<\/a>; <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/presentation\/d\/18xvkfpvWMMJuS_6jsjuoI1EUTkWcCR2C-bLJMru6gbI\/edit?usp=sharing\">gli stessi contenuti sono anche disponibili come presentazione<\/a>] Mentre gli animali mangiavano materia complessa e, smontandola, ne traevano l\u2019energia e i mattoncini per costruire la propria, le piante erano in grado di utilizzare l\u2019energia della luce per produrre la materia complessa di cui avevano bisogno a partire da mattoncini molto semplici.<\/p>\n<p>Il complesso macchinario che le piante hanno sviluppato durante l\u2019evoluzione per realizzare la trasformazione della luce in una piccola corrente elettrica e quindi in energia chimica utilizzabile dalla cellula, somiglia molto da vicino all\u2019immagine rappresentata schematicamente qua sotto: un sistema di raccolta della luce convoglia i fotoni verso i fotosistemi; qui l\u2019energia di ogni fotone \u00e8 utilizzata per spostare un elettrone da un donatore iniziale ad un accettore finale attraverso una catena di trasportatori intermedi, producendo cos\u00ec una piccola corrente elettrica; l\u2019energia liberata dal gradiente elettronico viene in parte immagazzinata sotto forma di NADPH ridotto, in parte utilizzata per produrre un gradiente di protoni utilizzato per la sintesi di ATP.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/450px-thylakoid_membrane.png\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43 aligncenter\" title=\"fotosintesi: trasformazione dell'energia luminosa in energia chimica\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/450px-thylakoid_membrane.png\" alt=\"fotosintesi: trasformazione dell'energia luminosa in energia chimica\" width=\"450\" height=\"257\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come potete osservare gi\u00e0 in questa prima parte del processo c\u2019\u00e8 un substrato netto che viene consumato, l\u2019acqua, ed uno che viene liberato, l\u2019ossigeno molecolare.<\/p>\n<p>Ma non finisce qui, l\u2019energia immagazzinata temporaneamente in ATP e NADPH \u00e8 poi utilizzata nel ciclo di Calvin: la CO<sub>2<\/sub> viene ridotta ed utilizzata per sintetizzare molecole pi\u00f9 complesse, gli zuccheri, che la pianta utilizzer\u00e0 per costruire la sua massa.<\/p>\n<p>Quindi in sintesi, se volessimo misurare l\u2019attivit\u00e0 fotosintetica in risposta alla luce, quali saranno i nostri substrati che spariscono ed i nostri prodotti che si formano?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/220px-simple_photosynthesis_overview.png\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-44 aligncenter\" title=\"riassunto prodotti e reagenti nella fotosintesi\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/220px-simple_photosynthesis_overview.png\" alt=\"riassunto prodotti e reagenti nella fotosintesi\" width=\"220\" height=\"272\" \/><\/a><\/p>\n<p>Acqua e anidride carbonica vengono consumati in risposta alla luce, mentre ossigeno gassoso e zuccheri vengono a formarsi.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2, anche le piante hanno dei mitocondri e sanno portare avanti la respirazione cellulare, pertanto nel nostro esperimento dovremo tener conto nel bilancio anche del contributo della respirazione. Chi sono i substrati e i prodotti della respirazione? Quanto incideranno sul bilancio totale a luce accesa? E quanto invece a luce spenta?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/cycle1.jpeg\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48 aligncenter\" title=\"ciclo completo nelle piante\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/cycle1.jpeg\" alt=\"ciclo completo nelle piante\" width=\"220\" height=\"178\" \/><\/a><\/p>\n<p>Bene e ora tocca alla vostra fantasia di scienziati: una volta identificati i substrati ed i prodotti della nostra reazione, come potremmo misurarne la diminuzione o l\u2019incremento?<\/p>\n<p>Provo a suggerirvi alcune osservazioni:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>La quantit\u00e0 di CO<sub>2<\/sub> disciolta in una soluzione provoca un cambiamento del pH (sapreste spiegare perch\u00e9?). Cambiamenti di pH sono facilmente misurabili per mezzo di substrati colorati che cambiano colore al modificarsi del pH (questo stesso principio \u00e8 utilizzato per produrre le famose cartine al tornasole) o per mezzo di un elettrodo a vetro come nei pH-metri<\/li>\n<li>L\u2019ossigeno molecolare \u00e8 un gas che all\u2019interno di un liquido forma bollicine visibili anche ad occhio nudo<\/li>\n<li>Un cambiamento di disponibilit\u00e0 di ossigeno in una soluzione pu\u00f2 condurre una reazione di ossidoriduzione che pu\u00f2 essere misurata come corrente elettrochimica all\u2019interno di un sistema controllato, come ad esempio il\u00a0<a title=\"il sensore di Clark\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sensore_di_Clark\">il sensore di Clark<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<h2><a name=\"guida\"><\/a>2. Da sapere prima<\/h2>\n<h2>protocollo per preparare l&#8217;esperimento\/ guida per l&#8217;esercitatore<\/h2>\n<h3>Materiale necessario per ogni esperimento:<\/h3>\n<p>Una busta di Foglie di spinaci freschi in busta in atmosfera modificata da tenere in frigo fino al momento dell&#8217;uso<br \/>\nAcqua<br \/>\nDetergente non concentrato e senza addensanti<br \/>\nBicarbonato di sodio (NaHCO3)<br \/>\nUn bicchiere di plastica, per raccogliere gli scarti liquidi<br \/>\nMacchinetta per fare i buchi<br \/>\nSpatola di metallo, cucchiaino di plastica, stuzzicadenti<br \/>\nLampada a luce bianca<br \/>\nUna siringa senza ago<br \/>\nFogli di carta stagnola o una scatola per coprire la luce<br \/>\nNastro adesivo, pennarello<br \/>\nCarta millimetrata, righello, matita<br \/>\nOrologio\/timer<\/p>\n<h3>Come accertarsi che l&#8217;allestimento sperimentale \u00e8 funzionante (per l&#8217;insegnante o l&#8217;esercitatore che prepara per i suoi studenti)<\/h3>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<table>\n<colgroup>\n<col \/>\n<col \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Foglie di spinaci<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Per avere foglie fotosinteticamente attive e standardizzare l\u2019esperimento fra vari laboratori e\u0300 consigliato l\u2019uso di spinaci freschi in busta chiusa, con atmosfera modificata. Le buste vanno acquistate il giorno precedente o il giorno stesso dell\u2019esperimento e vanno conservate sempre in frigorifero mantenendo la confezione integra fino al momento dell\u2019utilizzo.<\/p>\n<p>Gli spinaci lasciati all\u2019aria\u00a0 perdono turgore e non funzionano altrettanto bene.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Detergente liquido<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il detergente danneggia il rivestimento ceroso della cuticola, facilitando l\u2019ingresso della soluzione negli spazi vuoti della foglia. Se presente in eccesso, pero\u0300, ostacola la formazione delle bolle di ossigeno e i dischetti non verranno mai a galla. Suggeriamo di acquistare un detergente non concentrato e senza addensanti di marca qualsiasi oppure di farie varie prove di diluizione con un detergente concentrato. Nel test preliminare, se il detergente e\u0300 in eccesso si vedono molte bolle e i dischetti non galleggiano in risposta alla luce, se e\u0300 troppo poco si ha un numero rilevante di falsi positivi (ovvero un po\u2019 di foglie galleggiano anche al buio).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Bicarbonato di sodio (NaHCO3)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Si puo\u0300 utilizzare anche quello per alimenti, del supermercato. Dopo aver ottimizzato la concentrazione di detergente, preparare le soluzioni A e B come segue (dosi per 500 mL):<\/p>\n<p>soluzione A: aggiungere 0,5 mL di detergente diluito a 1 L di acqua distillata<\/p>\n<p>soluzione B: pesare 5 g di NaHCO3 e aggiungere soluzione A fino a raggiungere 500ml finali di soluzione (concentrazione finale del bicarbonato 1 % &#8211; una qualsiasi concentrazione compresa fra 0,2% e 1% va bene)<\/p>\n<p>Usando acqua di rubinetto, che spesso contiene calcare, aumenta la disponibilita\u0300 di carbonato anche nella soluzione A, ma non si ha pi\u00f9 il controllo sulla quantit\u00e0 esatta di CO2 disponibile nei vari esperimenti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Macchinetta per fare i buchi<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Suggeriamo di testarne il buon funzionamento sulle foglie prima di consegnarla agli studenti: se i bordi non sono taglienti, si producono dischi di forma irregolare e si allungano i tempi di taglio e selezione dei dischetti, aumentando la probabilita\u0300 che i dischetti di foglia da utilizzare per l&#8217;esperimenti si deteriorino prima che l\u2019esperimento sia iniziato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Lampada a luce bianca<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Fra tutte le <strong>variabili<\/strong> che incidono sulla cinetica e sulla buona riuscita dell\u2019esperimento quella <strong>decisiva e\u0300 l\u2019intensita\u0300 luminosa<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li>Se la luce e\u0300 bassa i tempi di accumulo dell\u2019ossigeno che fa galleggiare le foglie sono molto lunghi.<\/li>\n<li>Se la luce e\u0300 troppo forte, ci puo\u0300 essere fotoinibizione (che rallenta la produzione di ossigeno) e al limite anche un surriscaldamento del campione che di conseguenza smette di essere fotosinteticamente attivo. In realta\u0300 il rischio di fotoinibizione e riscaldamento in queste condizioni sperimentali e\u0300 in genere molto basso.<\/li>\n<li>Piu\u0300 grande e\u0300 l\u2019intensita\u0300 luminosa piu\u0300 veloce \u00e8 la risalita delle foglie. Attenzione per\u00f2:\u00a0<span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">piu\u0300 alta e\u0300 l&#8217;efficienza fotosintetica piu\u0300 ossigeno\u00a0<\/span><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">si accumula, piu\u0300 tempo ci mettono le cellule a consumarlo in assenza di luce (i dischetti salgono in fretta, ma poi scendono molto lentamente). Pertanto la soluzione migliore e\u0300 trovare un compromesso: l&#8217;efficienza di luce minima che fa salire i dischetti nei tempi stabiliti e poi permette che scendano nella successiva mezz\u2019ora \u2013 45 minuti.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Con lampade da 60W a distanza di circa 10-15 cm dall\u2019esperimento i dischetti di foglia salgono in 15-20 minuti di esposizione alla luce e scendono in circa 35-60 minuti al buio. Anche altre lampade possono andare, ma poi la cinetica dell&#8217;esperimento cambia molto.<\/p>\n<p>Per cambiare l\u2019intensita\u0300 della luce, basta avvicinare e allontanare la sorgente luminosa (usando per es. una lampada con braccio regolabile) dal beaker con i dischetti di foglia. Se i primi dischetti di foglia non sono saliti entro 10-15 minuti da quando la lampada e\u0300 accesa, nel test di prova dell\u2019allestimento sperimentale, avvicinate la fonte di luce al beaker.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Luce blu, luce rossa e luce verde<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L&#8217;esperimento pu\u00f2 essere effettuato anche assegnando ad alcuni gruppi fonti luminose che supportano molto (blu e rossa) o molto poco (verde) l&#8217;attivit\u00e0 fotosintetica. E&#8217; importante scegliere sorgenti luminose &#8220;pure&#8221;, molte lampade colorate disponibili in commercio emettono uno spettro luminoso molto pi\u00f9 colorato dell&#8217;atteso. Ideale \u00e8 utilizzare delle luci a Led di intensit\u00e0 sufficiente e, ovviamente, se si comparano vari colori, l&#8217;intensit\u00e0 luminosa dei vari led deve essere la stessa. Una terna sperimentale ideale potrebbe essere rappresentata da un led RGB da 3W con la possibilit\u00e0 di scegliere il singolo colore o la luce bianca<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/table>\n<h2><a name=\"protocollo\"><\/a><\/h2>\n<h2><a name=\"protocollo\"><\/a>3. Il protocollo per eseguire l&#8217;esperimento<\/h2>\n<h4>(<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/11sjY-mw6-X_VUVAPVEeWJAuAz8aK1J52CpvxwiPw48g\/edit?usp=sharing\">a questo link \u00e8 disponibile una versione stampabile adatta per una esercitazione di due ore con gli studenti di una terza liceo<\/a>; la versione che segue \u00e8 invece pi\u00f9 completa e pu\u00f2 essere eseguita in contesto classe con un tempo pi\u00f9 lungo o con studenti pi\u00f9 grandi)<\/h4>\n<p>Preparare una soluzione contenente 1 ml\u00a0di detergente diluito per ogni litro\u00a0di acqua distillata (Soluzione A).<\/p>\n<p>Prelevare una parte della Soluzione A e aggiungere 0,2 g di Sodio Bicarbonato ogni 100 mL di acqua soluzione (Soluzione B).<\/p>\n<p>Per ogni esperimento produrre almeno 60 dischetti di foglie di spinacio utilizzando le foglie fresche e la macchinetta per fare i buchi. Evitate le nervature principali quando tagliate i dischetti. Si ottengono i migliori risultati sperimentali utilizzando spinaci in busta in atmosfera modificata tenuti in frigo fino al momento dell&#8217;utilizzo<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/img_0622.jpg\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-85\" title=\"dischetti di foglia\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/img_0622.jpg\" alt=\"dischetti di foglia\" width=\"350\" height=\"372\" \/><\/a><\/p>\n<p>Prendete una decina di dischetti e immergeteli in Soluzione A all\u2019interno di un bicchierino di vetro (ad esempio 50 mL in un bicchierino da 75 mL).<\/p>\n<p>Osservate la posizione dei dischetti: quanti galleggiano e quanti vanno a fondo? Aspettate qualche minuto e ripetete l\u2019osservazione. Prendete nota di questi primi dati. Marcate chiaramente l\u2019esperimento mettendo un pezzettino di nastro adesivo sul bicchierino di vetro siglato in modo tale che possa essere chiaramente riconosciuto.<\/p>\n<p>Aprite la siringa da 50ml, mettete 20 dischetti \u00a0all\u2019interno della siringa e rimontatela. Quindi aspirate 20-30ml di Soluzione B contenente sodio bicarbonato e detergente. Osservate la posizione dei dischetti all\u2019interno della soluzione (vanno a fondo o stanno a galla?).<\/p>\n<p>Fate uscire l\u2019aria dalla siringa il pi\u00f9 possibile, quindi mettete un dito davanti all\u2019apertura della siringa per sigillarla ed iniziate ad aspirare. Se avete fatto tutto correttamente dovreste incontrare resistenza, perch\u00e9 state facendo il vuoto all\u2019interno della siringa. Ripetete questa operazione 2-3 volte e dopo ogni volta osservate la posizione dei dischetti nella colonna di soluzione. Prendete nota di queste nuove osservazioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/img_0628.jpg\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-86\" title=\"infiltrazione con sodio bicarbonato\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/img_0628.jpg\" alt=\"infiltrazione con sodio bicarbonato\" width=\"350\" height=\"466\" \/><\/a><\/p>\n<p>Preparate un secondo bicchierino di vetro contenente il medesimo volume del precedente di Soluzione A.<\/p>\n<p>Espellete la soluzione dalla siringa in un contenitore per i rifiuti liquidi e trasferite i soli dischetti di foglia dentro al bicchierino di vetro contenente la soluzione di acqua e detergente. Osservate di nuovo: i dischetti galleggiano o vanno a fondo nella soluzione acquosa? Prendete nota del risultato. Siglate anche in questo caso il vostro esperimento in modo tale da poterlo riconoscere.<\/p>\n<p>A questo punto mettete entrambi i bicchierini di vetro (quello con i dischetti di foglia non trattati e quello con i dischetti di foglia infiltrati con bicarbonato) sotto una scatola per coprire la luce. Ogni 2 minuti aprite la scatola, mescolate con delicatezza (facendo ruotare leggermente il bicchierino di vetro sul piano) e contate quanti dischetti di foglia sono a galla e quanti sono a fondo nei due esperimenti. Prendete nota dei risultati. Portate avanti l\u2019osservazione per circa 10 minuti.<\/p>\n<p>Al termine dei 10 minuti, accendete la lampadina del colore che vi \u00e8 stato fornito sui vostri esperimenti. Ripetete le osservazioni , mescolando delicatamente e contando i dischetti a galla e a fondo nei due esperimenti ogni due minuti. Prendete nota dei risultati raccolti. Portate avanti l\u2019esperimento fin quando lo ritenete utile (ad esempio fino a quando tutti i dischetti saranno a galla).<\/p>\n<p>Quando avete raccolto una quantit\u00e0 di dati a vostro parere significativa in risposta alla luce, spegnete la luce e mettete gli esperimenti dentro la scatola. \u00a0Continuate ad aprire, mescolare e contare ogni 2 minuti. Questa volta di nuovo sarete voi a stabilire quanto a lungo \u00e8 necessario portare avanti l\u2019esperimento. Continuate a tenere nota di tutte le vostre osservazioni.<\/p>\n<p>A questo punto, dati alla mano possiamo fermarci un po\u2019 ad osservare gli effetti della luce sul nostro campione e magari possiamo anche distinguere l\u2019effetto di luci di colori diversi sulle nostre foglie.<\/p>\n<p>Abbiamo osservato gli effetti prodotti da una certa quantit\u00e0 di luce di un determinato colore. Proviamo ora a ripetere l\u2019esperimento utilizzando quantit\u00e0 diverse di ciascuna delle luci che avete usato anche nell\u2019esperimento precedente. Come facciamo a far raggiungere il campione da un diverso numero di fotoni ? \u00a0Potete mettere la sorgente luminosa a diverse distanze e potete misurare con un quanto radiometro spettrometro che la quantit\u00e0 di luce che arriva sull\u2019esperimento cambia. Progettate l\u2019esperimento per raccogliere i dati riguardanti la risposta dei dischetti di foglia ad almeno 3 diverse intensit\u00e0 luminose e portate avanti l\u2019esperimento come ormai sapete, raccogliendo tutte le informazioni in modo certosino.<\/p>\n<p>Possiamo fare delle considerazioni, dati alla mano, sull\u2019effetto di diverse quantit\u00e0 di luce sul comportamento dei dischetti?<\/p>\n<p>A questo punto accertatevi di avere tutti i dati e nei prossimi giorni provate a realizzare dei grafici in cui metterete in relazione il numero di dischi che galleggiano con il tempo trascorso dall\u2019accensione della luce o dal suo spegnimento; la velocit\u00e0 con cui raggiungete la met\u00e0 dei dischi galleggianti in risposta a intensit\u00e0 luminose diverse o a colori di luce diversi.<\/p>\n<p>Infine tagliate 10 nuovi dischetti dalle vostre foglioline di spinacio. Mettete 5 dischetti dentro ad un tubino trasparente (ad esempio di tipo eppendorf da 2mL) contenente 1 mL di Soluzione C (acqua del rubinetto + indicatore Blu di Bromotimolo 0,02%). Preparatene un secondo uguale. Osservate il colore. Mettete un tubino al buio e uno alla luce. Lasciate i tubini per 15 minuti e quindi osservate di nuovo il colore. Notate differenze nel campione al buio e in quello alla luce? Sapreste spiegare cosa potrebbe produrre differenze di pH nei due campioni?<\/p>\n<h2><a name=\"grafici\"><\/a>4. Come scrivere rappresentare ed analizzare i dati ottenuti<\/h2>\n<h3>Raccolta dei dati<\/h3>\n<p>Realizzate delle tabelle nelle quali per ciascuno dei vostri esperimenti riportate i minuti dall\u2019inizio dell\u2019esperimento e il numero di dischi che galleggiano che avete contato in quel momento. Qui di seguito \u00e8 riportato un esempio di come apparir\u00e0 una vostra tabella. Realizzerete molte di queste tabelle, ad esempio una per i dischetti non trattati, una per i dischetti trattati, una per ciascun esperimento realizzato a intensit\u00e0 luminose diverse. Tutti questi dati costituiscono il risultato pi\u00f9 prezioso del laboratorio e i dovrete condividere\u00a0cos\u00ec come sono perch\u00e9 possano essere visualizzati e analizzati da tutti gli studenti.<\/p>\n<p>Alcuni esperimenti saranno realizzati con le stesse modalit\u00e0 da persone\u00a0diverse e costituiscono pertanto delle repliche sperimentali su cui possiamo fare delle considerazioni di tipo statistico.<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/screen-shot-2011-11-18-at-9-37-34-pm.png\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83\" title=\"esempio di tabella dati\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/screen-shot-2011-11-18-at-9-37-34-pm.png\" alt=\"esempio di tabella dati\" width=\"223\" height=\"314\" \/><\/a><\/h3>\n<h3>Rappresentazione dei dati<\/h3>\n<p>Utilizzate i dati raccolti per realizzare dei grafici in cui il numero di dischi che galleggiano \u00e8 rappresentato in funzione del tempo. In questo grafico indicherete con delle frecce, come nel grafico riportato come esempio qui di seguito, il momento in cui la luce \u00e8 stata accesa e spenta. Potete trovare una funzione che vi descriva la velocit\u00e0 di galleggiamento in risposta alla luce? E la velocit\u00e0 di precipitazione in risposta allo spegnimento della luce?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34\" style=\"font-size: 13px; border-color: initial; border-style: initial;\" title=\"esempio di grafico per la rappresentazione dei dati\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/esempiodigrafico1.png\" alt=\"esempio di grafico per la rappresentazione dei dati\" width=\"500\" height=\"265\" \/><\/p>\n<p>Questa rappresentazione vi permette di fare delle prime considerazioni sui vostri dati. Meglio lo rappresentate e meglio lo analizzate e commentate, pi\u00f9 efficaci sarete nel comunicare al resto della classe (la vostra comunit\u00e0 scientifica) il risultato del vostro esperimento. Tutti i risultati sperimentali di tutti i gruppi devono essere consegnati agli esercitatori, in modo tale che, nella lezione conclusiva, si possano confrontare le repliche sperimentali e gli esperimenti diversi per trarre delle conclusioni, discutendone tutti insieme.<\/p>\n<p><a name=\"datiteorici\"><\/a>Intanto il grafico dei risultati ottenuti da\u00a0un gruppo di\u00a0esercitatori in fase di testing \u00e8 <a title=\"RISULTATI ATTESI Esercitazione 1: fotosintesi e\u00a0respirazione\" href=\"https:\/\/sperimentando.com\/?attachment_id=1164\">disponibile a questo link<\/a>.<\/p>\n<h3>Rielaborazione dei dati<\/h3>\n<p>Dai grafici in cui avete rappresentato i dati, sar\u00e0 facile trovare l\u2019intervallo di tempo necessario in ciascun esperimento, perch\u00e9 la met\u00e0 dei dischetti presente in soluzione galleggi. Ora potete ulteriormente analizzare i dati andando a guardare se c\u2019\u00e8 una relazione fra questo tempo e le diverse quantit\u00e0 di luce che avete utilizzato per i vostri esperimenti. Potete trovare una funzione che descriva questa relazione? Cosa vi dice questa funzione? Cosa potete dire riguardo al vostro esperimento, era progettato bene? Potreste ripeterlo o riprogettarlo meglio?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/esempiograficodati2.png\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-35\" title=\"esempio di grafico per l'elaborazione dei dati\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/esempiograficodati2.png\" alt=\"esempio di grafico per l'elaborazione dei dati\" width=\"500\" height=\"265\" \/><\/a><\/p>\n<h2><a name=\"conclusioni\"><\/a>6. Alcune considerazioni per interpretare e riflettere su quanto osserviamo<\/h2>\n<h3>Perch\u00e8 luci diverse sembrano avere diversi effetti sull&#8217;efficienza fotosintetica?<\/h3>\n<p>I dati che avete raccolto \u00a0contando il numero di dischetti di foglia che galleggiano nell\u2019unit\u00e0 di tempo in seguito ad un evento (luce di un certo tipo accesa) costituiscono una misura indiretta della quantit\u00e0 di ossigeno prodotto grazie alla fotosintesi e quindi una misura indiretta dell\u2019efficienza fotosintetica stessa.<\/p>\n<p>Guardando i vostri dati forse \u00e8 possibile fare alcune considerazioni riguardo all\u2019efficienza fotosintetica in risposta a diverse quantit\u00e0 e tipi di luce:<\/p>\n<h4>Quantit\u00e0 della luce<\/h4>\n<p>Pi\u00f9 luce arriva ai fotosistemi e pi\u00f9 energia luminosa verr\u00e0 trasformata in energia chimica. Tuttavia come ogni macchinario che riceve un input e vi restituisce un output, se troppi input arrivano in troppo poco tempo la macchina non \u00e8 in grado di gestirli efficacemente e rischia di bloccarsi o rovinarsi. I fotosistemi pertanto si sono organizzati con un sistema di protezione: quando la luce che raggiunge la foglia supera una carta soglia, questa viene schermata prima di raggiungere i fotosistemi che vengono cos\u00ec protetti. L\u2019efficienza fotosintetica cresce quindi in risposta all\u2019aumento della luce fin quando non si raggiunge la quantit\u00e0 soglia che la pianta \u00e8 in grado di gestire. Sapreste stabilire dai vostri esperimenti se \u00e8 stata raggiunta o meno la quantit\u00e0 soglia?<\/p>\n<h4>Qualit\u00e0 della luce<\/h4>\n<p>Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/absorption-spectrum-450x486.jpg\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26\" title=\"absorption-spectrum-pigments\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/absorption-spectrum-450x486.jpg\" alt=\"spettro di assorbimento dei pigmenti\" width=\"450\" height=\"486\" \/><\/a><\/p>\n<p>La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta pi\u00f9 efficiente con luce rossa e blu che con l&#8217;equivalente di luce verde.<\/p>\n<h3>Perch\u00e8 il galleggiamento \u00e8 una buona misura dell&#8217;attivit\u00e0 fotosintetica?<\/h3>\n<p>Come avrete avuto modo di osservare molte volte in precedenza e anche durante la nostra esercitazione, le foglie galleggiano sulla gran parte delle soluzioni acquose. Questo fenomeno dipende dalla loro anatomia e dalla loro densit\u00e0. Al fine di esporre alla luce la gran parte delle cellule fotosintetizzanti possibili, le foglie sono di solito piatte e sottili, forma che ne favorisce il galleggiamento. Nella pagina inferiore si trovano gli stomi, aperture deputate allo scambio gassoso. Come potete ben vedere nell\u2019immagine riportata qui di seguito tratta da wikipedia, la porzione di tessuto fogliare che si trova in prossimit\u00e0 degli stomi presenta degli spazi vuoti fra le cellule fotosintetizzanti,. E\u2019 in questi spazi che viene a formarsi l\u2019equilibrio fra i gas assorbiti e quelli rilasciati dalle cellule. La presenza di questo spazio gassoso interno conferisce alla foglia una densit\u00e0 pi\u00f9 bassa di quella dell\u2019acqua e ne favorisce il galleggiamento. Se lo spazio vuoto all\u2019interno della foglia viene infiltrato con una soluzione gassosa o liquida si produce una alternazione della densit\u00e0 ed eventualmente anche del galleggiamento<\/p>\n<p>Nel nostro esperimento lo spazio vuoto \u00e8 stato riempito con una soluzione acquosa di sodio bicarbonato e questo ha aumentato la densit\u00e0 della cellula tanto da farla andare a fondo.<\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/800px-anatomia_foglia_g1.jpg\" data-fslightbox=\"gallery1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Anatomia_foglia_Wikipedia\" src=\"http:\/\/biochimicadelmetabolismo.files.wordpress.com\/2011\/11\/800px-anatomia_foglia_g1.jpg\" alt=\"Anatomia della foglia\" width=\"500\" height=\"339\" \/><\/a><\/h2>\n<p>In presenza di luce fotosinteticamente attiva osserviamo che i nostri dischetti di foglie rilasciano delle bollicine nel mezzo acquoso circostante ed inoltre iniziano a salire nella colonna d\u2019acqua fino a portarsi di nuovo a galla. Quando vengono raggiunte dalla luce, le cellule clorenchimatiche effettuano la fotosintesi e, grazie all\u2019energia della luce, idrolizzano l\u2019acqua a idrogeno ed ossigeno gassoso. L\u2019ossigeno liberato diffonde in parte verso l\u2019esterno della foglia ma anche una parte nello spazio tra una cellula e l\u2019altra interno alla foglia stessa. In questo modo l\u2019ossigeno prodotto abbassa di nuovo la densit\u00e0 della foglia e la porta a galleggiare.<\/p>\n<p>Quando la luce viene spenta di nuovo non si produce pi\u00f9 ossigeno per mezzo della fotosintesi, ma l\u2019ossigeno intrappolato nello spazio intercellulare dovrebbe comunque tenere le foglie a galla. Quello che <a title=\"RISULTATI ATTESI Esercitazione 1: fotosintesi e\u00a0respirazione\" href=\"https:\/\/sperimentando.com\/?attachment_id=1164\">osserviamo<\/a> invece \u00e8 che spegnendo la luce i dischetti vanno a fondo. L\u2019ossigeno deve essere stato consumato in qualche modo. La respirazione infatti sta avvenendo all\u2019interno delle cellule ed utilizza ossigeno per bruciare gli zuccheri. Man mano che l\u2019ossigeno intrappolato fra le cellule viene consumato la densit\u00e0 della foglia aumenta di nuovo e i dischetti vanno a fondo. \u00a0Come facciamo a sapere che sta avvenendo la respirazione? Possiamo misurare il consumo di zuccheri all\u2019interno della foglia e l\u2019emissione di anidride carbonica nel mezzo acquoso. Se effettuiamo queste misure, scopriamo che la respirazione, come atteso, stava avvenendo anche alla luce, ma la quantit\u00e0 di ossigeno prodotta dalla fotosintesi nell\u2019unit\u00e0 di tempo superava di gran lunga quella consumata dalla respirazione, permettendo cos\u00ec all\u2019ossigeno gassoso di accumularsi e al dischetto di venire a galla. Sulla base di queste spiegazioni, sapreste fare delle considerazioni sulla cinetica di accumulo e consumo dell\u2019ossigeno che avete misurato rispettivamente dopo aver acceso la luce e dopo averla spenta?<\/p>\n<h2><a name=\"uda\"><\/a>7. La formalizzazione di questa unit\u00e0 di apprendimento: quali sono gli obiettivi, quali le strade per raggiungerli e come testare se li abbiamo raggiunti)<\/h2>\n[in fase di elaborazione]\n<h2>I giovani che hanno gi\u00e0 sperimentato questa attivit\u00e0:<\/h2>\n<p>Questa attivit\u00e0, cos\u00ec come \u00e8 descritta in questo blog e con alcune varianti \u00e8 stata utilizzata durante i corsi di Biologia Molecolare e Biotecnologie e anche per la fase di istituto Italiana delle Olimpiadi Europee della Scienza\u00a0<a href=\"http:\/\/www.euso.it\/\">EUSO<\/a>\u00a02017. \u00a0Per gli studenti che abbiamo osservato, questo esperimento ha rappresentato una sfida sia in fase di realizzazione che di elaborazione dei dati. Per quanto riguarda l&#8217;esecuzione dell&#8217;esperimento, la preparazione del materiale da parte dell&#8217;insegnante \u00e8 cruciale: l&#8217;introduzione di varianti rispetto al protocollo proposto (cambio della pianta e cambio del tipo di luce) ha prodotto una profonda alterazione della cinetica dell&#8217;esperimento e l&#8217;assenza di risultati in molte scuole. Al contrario l&#8217;esperimento eseguito come descritto \u00e8 molto riproducibile. Per quanto riguarda l&#8217;interpretazione dei dati, questa risulta difficoltosa in generale per gli studenti delle scuole superiori, che commettono frequenti incoerenze. Se la fase di interpretazione \u00e8 per\u00f2 guidata dall&#8217;insegnante e il tempo dedicato a questa fase \u00e8 sufficiente i risultati di apprendimento, soprattutto in termini di competenze (acquisizione del metodo scientifico, esercizio del pensiero critico) sono decisamente notevoli.<\/p>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi propongo una lezione sulla fotosintesi che consta di una breve introduzione teorica e delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[295,5,2,1],"tags":[239,230,226,231,240,238,229,18],"class_list":["post-1153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-featured-articles","category-giovani","category-insegnanti","category-tutto","tag-attivita-sperimentale","tag-biochimica","tag-energie-rinnovabili","tag-esperimenti","tag-esperimenti-divertenti","tag-euso","tag-fotosintesi","tag-scienza"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_0622.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5Zhdi-iB","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1153"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1619,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1153\/revisions\/1619"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}