{"id":268,"date":"2015-05-09T19:57:47","date_gmt":"2015-05-09T17:57:47","guid":{"rendered":"https:\/\/sperimentando.com\/?p=268"},"modified":"2015-05-16T12:36:26","modified_gmt":"2015-05-16T10:36:26","slug":"i-mezzi-dellapprendimento-secondo-antoine-de-la-garanderie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sperimentando.com\/?p=268","title":{"rendered":"I mezzi dell&#8217;apprendimento secondo Antoine de La Garanderie"},"content":{"rendered":"<p>Vi presento a modo mio la prima parte de\u00a0&#8220;I mezzi dell\u2019apprendimento e il dialogo con l\u2019alunno&#8221; di\u00a0<a title=\"link alla pagine wikipedia in francese su Antoine de La Garanderie\" href=\"http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Antoine_de_La_Garanderie\" target=\"_blank\">Antoine de La Garanderie<\/a><\/p>\n<p><a title=\"link al pdf stampabile del contenuto della pagina\" href=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/deLaGaranderie_apprendimento.pdf\">a questo link il pdf stampabile della mia rielaborazione<\/a><\/p>\n<h1><span style=\"color: #000080;\">I mezzi dell\u2019apprendimento<\/span><\/h1>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La pedagogia che de La Garanderie ci illustra in questo libro si fonda sul presupposto che il ruolo della scuola sia quello di <strong>insegnare all\u2019alunno ad imparare<\/strong>, mettendolo al centro della didattica e coinvolgendolo in modo attivo come soggetto <strong>responsabile nel proprio processo di apprendimento<\/strong>. Secondo l\u2019autore ci sono <strong>diverse modalit\u00e0 di apprendimento<\/strong>. Lo studente, ma anche l\u2019insegnate stesso, va reso consapevole delle proprie modalit\u00e0 di apprendimento, e l\u2019apprendimento va proposto in modo diversificato, con il ricorso a <strong>molteplici linguaggi<\/strong> per raggiungere tutti gli studenti in modo efficace, valorizzando le modalit\u00e0 di apprendimento che loro hanno gi\u00e0 autonomamente sviluppato. In questo modo la didattica viene progettata in base alle esigenze dell\u2019alunno e non viceversa. Infine \u00e8 compito dell\u2019insegnante guidare l\u2019alunno nell\u2019acquisizione delle modalit\u00e0 di apprendimento che non ha autonomamente sviluppato e guidarlo nella scelta della modalit\u00e0 da usare in ciascuna disciplina.\u2028 Secondo l\u2019autore questo metodo consente di capire e rimediare all\u2019insuccesso scolastico.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000080;\">I diversi stili dell\u2019apprendimento<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><span style=\"color: #000000;\">Ciascun individuo acquisisce spontaneamente e in modo inconsapevole un proprio personale metodo di lavoro, che lo accompagna nell\u2019apprendimento scolastico e nella vita senza cambiare in modo sostanziale. Non ci sono tanti metodi quanti sono gli individui, ma possiamo riferirci a due grandi gruppi per quanto riguarda le operazioni che pi\u00f9 tipicamente sono associate alla concettualizzazione:<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  alignright wp-image-276 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thought-boy2-color-300x293.gif\" alt=\"thought-boy2-color\" width=\"265\" height=\"259\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  alignright wp-image-275 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/student-think-bubble-clipart-thought-girl-color-300x293.gif\" alt=\"student-think-bubble-clipart-thought-girl-color\" width=\"257\" height=\"250\" \/><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>le <strong>evocazioni visive<\/strong><\/li>\n<li>le <strong>evocazioni uditive<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>De La Garanderie sottolinea l\u2019importanza di essere <strong>consapevoli del proprio metodo di apprendimento<\/strong>. In primo luogo deve esserne consapevole l\u2019insegnante, che ha inoltre la responsabilit\u00e0 di indagare il metodo di apprendimento degli alunni insieme a loro, rendendoli coscienti delle proprie modalit\u00e0 e indicandogli il metodo per potenziarle, applicarle, aggiungerne di nuove. Il testo ci fornisce le istruzioni pratiche per la <strong>diagnosi<\/strong>, l\u2019<strong>addestramento<\/strong> e l\u2019<strong>arricchimento<\/strong> <strong>della lingua pedagogica<\/strong> degli alunni.<\/p>\n<p>Esistono gesti mentali pedagogici il cui uso corretto garantisce un buon esito dell\u2019apprendimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-290 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schema.png\" alt=\"schema\" width=\"879\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schema.png 963w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schema-300x71.png 300w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schema-624x148.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 879px) 100vw, 879px\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff6600;\">Pedagogia della pedagogia: come promuovere l\u2019<strong>attenzione<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Per promuovere l\u2019attenzione l\u2019insegnante ha due importanti strategie da mettere in atto: una riguarda la <strong>modalit\u00e0 con cui presenta gli argomenti<\/strong>, che deve essere accattivante, deve avere un giusto ritmo, delle giuste pause ed uno studiato numero di ripetizioni intensionali; l\u2019altra riguarda la <strong>responsabilizzazione e la guida dell\u2019alunno nell\u2019atto dell\u2019attenzione<\/strong>, deve cio\u00e8 renderlo consapevole di questo gesto e fornirgli tutte le indicazioni per gestire l\u2019atto dell\u2019attenzione in modo efficace.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff6600;\">Prerequisiti e modalit\u00e0 per tenere viva l\u2019attenzione<\/span><\/h2>\n<p>Innanzi tutto, perch\u00e9 uno studente possa riuscire a porre attenzione alla nostra lezione senza perdere il filo o demoralizzarsi, lo studente dovr\u00e0 essere <strong>in grado di seguire con la sua percezione il nostro ritmo<\/strong>. Altrimenti o i suoi canali percettivi vanno potenziati <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-279 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/student_listening-150x150.gif\" alt=\"student_listening\" width=\"150\" height=\"150\" \/>(ad esempio con occ<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-272 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/boyOcchiali.png\" alt=\"boyOcchiali\" width=\"146\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/boyOcchiali.png 613w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/boyOcchiali-287x300.png 287w\" sizes=\"auto, (max-width: 146px) 100vw, 146px\" \/>hiali, apparecchi acustici o strumenti di ausilio alla lettura) o il nostro ritmo deve cambiare. Uno studente che non riesca a vedere bene quello che mostriamo o a udire bene quello che raccontiamo percepir\u00e0 la nostra lezione ad interruzioni e finir\u00e0 col perdere il filo e l\u2019attenzione. E\u2019 importante che l\u2019insegnante fornisca agli alunni le indicazioni per gestire efficacemente l\u2019atto dell\u2019attenzione.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione non si fonda su un processo continuo. C\u2019\u00e8 differenza fra il vedere ed il guardare, fra l\u2019udire e l\u2019ascoltare, ed \u00e8 proprio l\u2019<strong>intermittenza<\/strong> fra queste diverse modalit\u00e0, fra ci\u00f2 che si vede e non si guarda e ci\u00f2 che si vede e si guarda, tra ci\u00f2 che si sente e non si ascolta e ci\u00f2 che si sente e si ascolta, che <strong>rilancia continuamente l\u2019attenzione e la mantiene viva<\/strong>. La struttura del gesto mentale dell&#8217;attenzione muove da un oggetto percepito (visto o udito) senza attenzione, a un oggetto che si sceglie di guardare. Si procede dalla percezione non attenta alla percezione attenta, non dalla non percezione all\u2019attenzione.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff6600;\">Guidiamo gli studenti a formare le immagini mentali<\/span><\/h2>\n<p>Il gesto mentale dell\u2019attenzione \u00e8 intrinsecamente definito dall\u2019azione con la quale dopo la percezione si produce una immagine mentale dell\u2019oggetto percepito, che l\u2019immagine sia una visione dell\u2019oggetto o il suono di una frase che descrive l\u2019oggetto. E\u2019 compito dell\u2019insegnante incoraggiare i ragazzi a produrre una immagine mentale di quello che sta cercando di trasmettere e lasciare il tempo agli alunni per portare a termine questa azione. Cos\u00ec facendo l\u2019insegnante esplicita la metodologia dell\u2019attenzione, d\u00e0 agli alunni un metodo e li rende responsabili dell\u2019applicazione di quel metodo per il proprio apprendimento. <strong>Ascoltare con il progetto di ripetere nella propria mente, guardare con il progetto di visualizzare nella propria mente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019evocazione dell\u2019immagine mentale avviene contemporaneamente alla percezione<\/strong>, quindi \u00e8 diversa dalla memoria, che \u00e8 il gesto di evocare un oggetto in un momento diverso da quello in cui lo percepiamo. <strong>L\u2019attenzione dipende pi\u00f9 dalla gestione mentale che dall\u2019effettivo interesse<\/strong> per qualcosa, pertanto le buone pratiche della gestione mentale vanno insegnate. Il gesto <strong>dell\u2019evocazione mentale non \u00e8 necessariamente un gesto cosciente<\/strong>, e non presuppone pertanto necessariamente la comprensione (prendere con se, fare proprio). L\u2019insegnante deve richiamare lo studente a prepararsi a percepire con il progetto di produrre un\u2019immagine mentale, cos\u00ec che lo studente compia questo gesto coscientemente e lo faccia proprio.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff6600;\">Proponiamo una variet\u00e0 di stimoli<\/span><\/h2>\n<p>L\u2019insegnante deve conoscere le modalit\u00e0 di apprendimento dei suoi alunni e proporre i contenuti nelle modalit\u00e0 che loro gestiscono meglio. In un tipico contesto classe, questo pu\u00f2 significare proporre i contenuti in diversi modi per permettere a tutti di fare attenzione e creare le proprie immagini mentali. Inoltre l\u2019insegnante deve potenziare l\u2019utilizzo delle modalit\u00e0 di apprendimento che non sono state sviluppate in modo autonomo dagli alunni facendo appunto una pedagogia dell\u2019apprendimento, insegnando cio\u00e8 ad imparare con modalit\u00e0 ancora non utilizzate guidati dall\u2019insegnante. Le modalit\u00e0 da sviluppare e potenziare non si riducono solo a quella visiva e uditiva..<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-283 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/studentBook.jpeg\" alt=\"studentBook\" width=\"115\" height=\"153\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-273 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/kids_holding.jpg\" alt=\"kids_holding\" width=\"136\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/kids_holding.jpg 1152w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/kids_holding-266x300.jpg 266w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/kids_holding-907x1024.jpg 907w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/kids_holding-624x704.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 136px) 100vw, 136px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-280 size-full\" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/student_smell.jpg\" alt=\"student_smell\" width=\"140\" height=\"140\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-271 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/school-kids-in-listening-center.png\" alt=\"school-kids-in-listening-center\" width=\"188\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/school-kids-in-listening-center.png 600w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/school-kids-in-listening-center-300x241.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-286 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/stdent_taste2.jpg\" alt=\"stdent_taste2\" width=\"85\" height=\"170\" \/><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h2><\/h2>\n<h2><span style=\"color: #ffcc00;\">La <em>ri-flessione<\/em> nell\u2019ottica del suo apprendimento pedagogico<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ri-flettere nel contesto pedagogico significa, <strong>ricondurre l\u2019immagine mentale dell\u2019oggetto che ci siamo creati ad una regola, per trovare la soluzione<\/strong>. C&#8217;\u00e8 ri-flessione perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 <strong>un ri-torno dall&#8217;elemento consideralo alla regola<\/strong> che deve essere evocata (che supponiamo sia stata precedentemente acquisita), e una <strong><em>flessione <\/em>per applicare la regola alla situazione data<\/strong>. La riflessione serve per acquisire sia la padronanza di gesti fisici che intellettuali, non pu\u00f2 prescindere dall\u2019uso delle immagini mentali e <strong>pu\u00f2 svolgersi sia in modo induttivo che deduttivo<\/strong>.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ffcc00;\">Il metodo della <em>ri-flessione<\/em><\/span><\/h2>\n<p>Il libro ci fornisce esempi molto chiari di come esercitino l\u2019atto della riflessione un visivo che ha una buona gestione mentale, un uditivo che ha una buona gestione mentale, un alunno che ha imparato a gestire bene sia il canale visivo che quello uditivo e una serie di alunni che invece hanno una gestione mentale carente o disorganizzata dei propri canali preferiti di attenzione. Il libro ci dice che qualunque sia il canale preferenziale, <strong>con una buona gestione mentale si possono raggiungere risultati soddisfacenti in tutti i campi<\/strong>, che tendenzialmente un visivo trae pi\u00f9 vantaggio da una pedagogia induttiva mentre un uditivo trae pi\u00f9 vantaggio da una pedagogia deduttiva e che <strong>si pu\u00f2 imparare a mettere in pratica una gestione mentale efficiente<\/strong>. L\u2019evocazione in forma visiva o uditiva non fa scattare automaticamente l\u2019applicazione di una regola precedentemente registrata, ma <strong>c\u2019\u00e8 una procedura mentale che costituisce l\u2019atto di riflessione e che va spiegata all\u2019alunno<\/strong>. La procedura fondamentale prevede la percezione dei dati, la loro evocazione, il ritorno alle leggi registrate e l\u2019applicazione di quelle appropriate. Perch\u00e9 questa sequenza avvenga senza difficolt\u00e0 bisogna, attraverso l&#8217;evocazione, mettere nell&#8217;orbita mentale l&#8217;oggetto percepito per attivare l&#8217;evocazione delle acquisizioni culturali da applicare (solo gli oggetti culturali comunicano fra loro, non gli oggetti visivi con le regole che abbiamo in memoria sotto forma di acquisizioni culturali). Inoltre per evitare le ambiguit\u00e0 bisogna anche aver acquisito una regola fra le regole: quella che dice come si fa a scegliere fra le varie regole che ho acquisito in precedenza. O nei casi in cui sia possibile, non sar\u00e0 una regola ma l\u2019ingegno a guidarmi in questa scelta (ad esempio in campo letterario).<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ffcc00;\">Che fine hanno fatto l\u2019iniziativa e la scoperta?<\/span><\/h2>\n<p>Se tutto nella riflessione risponde ad un metodo, e consiste nel rievocare regole da mettere in relazione alla mia immagine mentale, come \u00e8 possibile fare nuove scoperte? Quando le regole e i modelli acquisiti si rivelino insufficienti a risolvere il mio problema, a partire da tali insufficienze e dagli aspetti positivi che potrei connotare, trovo nuovi modelli e nuove regole. Secondo l\u2019autore senza una base culturale non c\u2019\u00e8 nuova inventiva ma banalit\u00e0. La scoperta passa per una riflessione allenata degli schemi che ho acquisito e delle loro applicazioni per poter produrre nuovi schemi.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ffcc00;\">Indagare anche oltre la classe e potenziare<\/span><\/h2>\n<p>L\u2019insegnante avr\u00e0 il compito di indicare la strada per la riflessione agli alunni tenendo conto del metodo pi\u00f9 adatto ai loro stili di apprendimento (visivo o uditivo). <strong>In tutti casi in cui gli alunni non riescano a portare a termine con successo l\u2019atto della riflessione sar\u00e0 opportuno indagarne le ragioni<\/strong>, ad esempio constatando che un alunno prevalentemente visivo non applica le modalit\u00e0 di attenzione e riflessione proprie del visivo ad una certa materia perch\u00e9 non \u00e8 stata guidato in modo specifico in quel caso verso quella metodologia. Qualora tutte le considerazioni basate sui risultati scolastici non aiutino a capire, l\u2019indagine deve estendersi anche oltre la scuola. Ad esempio, l\u2019alunno fuori dalla scuola dimostra una buona manualit\u00e0? Magari questo mi suggerisce che sia un visivo. Infine, <strong>una nuova abitudine mentale pu\u00f2 sempre essere acquisita<\/strong> e vale la pena che l\u2019insegnante mi guidi a farlo, aiutandomi a partire dalle immagini mentali che sono in grado di produrre e ad aggiungere immagini mentali di un nuovo tipo. <strong>L\u2019analisi dell\u2019atto di riflessione va fatto insieme all\u2019alunno e lo aiuta ad acquisire una sicurezza metodologica.<\/strong><\/p>\n<h2><span style=\"color: #00ffff;\">Il futuro \u00e8 il luogo della memoria<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-277 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/motorcycle-boy-236x300.jpg\" alt=\"MotoBoy-03\" width=\"173\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/motorcycle-boy-236x300.jpg 236w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/motorcycle-boy.jpg 275w\" sizes=\"auto, (max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/>Il gesto mentale che permette di memorizzare consiste nell\u2019inserire in un progetto per il futuro ci\u00f2 che si intende acquisire. Ne deriva che il luogo dei ricordi \u00e8 nell\u2019immaginazione del futuro. <strong>Non c\u2019\u00e8 memorizzazione senza immaginazione del futuro, non c\u2019\u00e8 immaginazione creativa senza memoria.<\/strong> Il gesto di progettare per memorizzare viene effettuato in modo diverso e con risultati diversi dalle persone che utilizzano immagini mentali visive o immagini mentali uditive. Nell\u2019esempio riportato da de La Garanderie, il bambino che proietta le immagini mentali che acquisisce in azioni future \u00e8 quello che riflette e memorizza meglio. Il testo \u00e8 ricco di esempi, ci viene presentata la memoria del visionario (che si vede gi\u00e0 in una certa situazione) e quella dell\u2019amante di belle storie (che pregusta gi\u00e0 di raccontarle a qualcuno), la scarsa memoria di quelli che non riescono a intravedere progetti per il futuro e la memoria formidabile di quelli che leggendo una parte si immaginano gi\u00e0 sul palco sul quale la reciteranno e infine la strana contraddizione data dai ricordi che ci siamo ripromessi di dimenticare e dai ricordi assenti di qualcosa che sappiamo solo che volevamo ricordare. Non basta proiettare nel futuro, bisogna <strong>proiettare nello scenario o contesto futuro nel quale intendiamo utilizzare quella memoria<\/strong>.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #00ffff;\">Il primo successo scolastico non si dimentica mai<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-278 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/successfull_student-150x150.jpg\" alt=\"successfull_student\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Molti studenti bravi ricordano bene che il loro successo a scuola \u00e8 arrivato subito. Dai loro racconti spesso si pu\u00f2 trarre che il primo successo scolastico li ha aiutati a prefigurare la classe come luogo del possibile successo, aprendo la loro mente ad un metodo proiettato verso il futuro: studiare la lezione con la prospettiva di recitarle bene poi in classe, studiare prefigurando gi\u00e0 le risposte corrette in possibili future verifiche. Questa condizione necessaria non \u00e8 tuttavia sufficiente per se. Bisogna essere allenati e svolgere tutte le operazioni mentali dell\u2019apprendimento con metodo.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><span style=\"color: #00ffff;\">Gli elementi della memoria<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-291 \" src=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/memoria.png\" alt=\"memoria\" width=\"581\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/memoria.png 622w, https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/memoria-300x123.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi presento a modo mio la prima parte de\u00a0&#8220;I mezzi dell\u2019apprendimento e il dialogo con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":300,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2],"tags":[44,43],"class_list":["post-268","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-insegnanti","tag-apprendimento","tag-pedagogia"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/sperimentando.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/kid5senses-e1431204212627.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5Zhdi-4k","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=268"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":349,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268\/revisions\/349"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sperimentando.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}